L’Iliade liceale

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É un vero e proprio scontro quello che vede coinvolti il liceo classico di Eboli Enrico Perito e il liceo scientifico di Battipaglia Enrico Medi. Il 27 gennaio, infatti, la Regione ha approvato il decreto per l’assegnazione di un indirizzo classico-musicale alla sede liceale di Battipaglia.
Tante le voci che si sono espresse in questi giorni turbolenti: in primo luogo il dirigente scolastico del liceo ebolitano, Giovanni Giordano, che ha espresso più volte la sua indignazione per l’accaduto. «Una vera e propria sconfitta per Eboli», dichiara il preside.
Tanta quantità ma poca qualità offrirebbe, a detta di Giordano, un liceo «tuttologo». Maggiori indirizzi, ma un sapere qualitativamente inferiore nell’ambito umanistico rispetto a un liceo classico che da anni forma figure altamente qualificate e culturalmente valide. Questa l’idea del dirigente, condivisa in buona parte dai docenti, che prevedono un calo notevole per gli iscritti al Perito-Levi-Daniele – ad  oggi ci sono circa 600 alunni – che perderebbe in tal modo l’esclusività sul territorio locale.
Inutile la diffida alla Regione da parte del sindaco di Eboli, Massimo Cariello, che ha annunciato di aver già presentato un ricorso al TAR.
In silenzio, invece, la dirigente scolastica del liceo di Battipaglia, Silvana Rocco, mentre gli studenti si schierano.
«Voglio solo dire che non siamo strumentalizzati, ragioniamo con la nostra testa e vogliamo solo preservare la nostra scuola – afferma Federico Vinaccia, uno dei rappresentanti degli studenti dell’istituto ebolitano – e non abbiamo nulla contro Battipaglia, ma restiamo lontani da questioni legali che non ci riguardano».
Di contro, i rappresentanti del Medi valutano quest’accaduto come una vera e propria opportunità offerta alla città del Tusciano.
«Le adesioni al liceo classico verrebbero incentivate – dice il rappresentante battipagliese Gianmarco Santoro – visto che sono già tanti i ragazzi di Battipaglia che hanno scelto il Medi per evitare di spostarsi in un’altra città».
Queste le posizioni delle due parti. Una discussione che prosegue per scontri verbali e dichiarazioni di rappresentanza. Ma resta irrisolto, ad oggi, un nodo. Fino a dove può arrivare l’orgoglio della propria identità? Fino a dove è lecito uno scontro verbale nell’ambito dell’istruzione? Fino a che punto l’istituzione di un nuovo indirizzo in una sede liceale può recare davvero problemi?
Ai posteri l’ardua sentenza.

26 febbraio 2016 – © Riproduzione riservata
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