Perché viaggiamo

La motivazione turistica è ciò che dispone una persona o un gruppo a viaggiare, comprendendo naturalmente sia aspetti coscienti che elementi inconsci, sia necessità stabili che bisogni transitori. Anche la motivazione turistica, come altre spinte comportamentali, può essere positiva o negativa e cioè può derivare, nel primo caso, dalla ricerca di qualcosa da ottenere o, nel secondo, dall’evitare situazioni indesiderate. Il turista è alla ricerca di stimoli nuovi, non usuali, di situazioni estranee alle proprie abitudini personali della vita di tutti i giorni. Pertanto la percezione di una vacanza soddisfacente dipende dalle nostre predisposizioni personali e dal nostro stile di vita quotidiano. Non esistono attività turistiche oggettivamente noiose o obiettivamente stimolanti, ma la possibilità di innalzare o abbassare il livello di intensità psicofisica attraverso un tipo di viaggio dipende dalla prospettiva del viaggiatore ma anche da ciò che tale persona fa quotidianamente.
Sono state descritte sette modalità principali di soluzioni dello squilibrio interiore attraverso il turismo: l’evasione dal quotidiano, che si attua attraverso la ricerca di luoghi di vacanza che siano diversi rispetto a quelli quotidiani vissuti a casa o al lavoro; l’esplorazione di se stessi, che concerne la ricerca di occasioni nuove in ambienti non familiari che possano permettere di scoprire qualcosa di nuovo sul proprio profilo psicologico, migliorando la conoscenza di sé; il relax, che favorisce l’allentamento della tensione psico-fisica quotidiana; il prestigio, che induce a ricercare nel viaggio una possibilità di promozione sociale; la regressione che, attraverso forme di comportamento meno razionali, favorisce la liberazione da costrizioni sociali; l’impulso alle relazioni familiari, che stimola il rafforzamento di legami fondamentali anche mediante attività semplici con un alto valore di condivisione spesso negato nella quotidianità; il miglioramento delle interazioni sociali, che avviene attraverso il superamento delle inibizioni in contesti comportamentali diversi dalla quotidianità in grado di ridimensionare le insicurezze interpersonali.
Inoltre, sono state riscontrate altre motivazioni turistiche: il turismo come comportamento imitativo, che appare legato alla necessità di uniformarsi alle mode allo scopo di sentirsi più vicini alle tendenze della società in cui si vive; il turismo come soddisfazione di curiosità, che porta a ricercare forme di viaggi connessi ad attività esplorative o conoscitive; il turismo come realizzazione di un sogno, volto a sperimentare contesti di vita non accessibili quotidianamente  e per questo considerati allettanti.
Una vacanza per essere soddisfacente, catartica, ristoratrice deve permettere di vivere una situazione inusuale, deve darci una stimolazione sensoriale adeguata alla nostra personalità e deve consentirci uno stile di vita alternativo, che è la chiave della possibilità di stabilire cambiamenti di percezione rispetto alle prospettive abituali. Tale dimensione extra-ordinaria spiega l’utilità potenziale di un viaggio e la sua possibilità di assumere un valore di crescita personale.

3 luglio 2015 – © Riproduzione riservata
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